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giorgio laboratore

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FARADAY COLLECTION

Una collezione di tre contenitori in alluminio che sfruttano il principio della gabbia di Faraday – da cui questo progetto prende il nome – isolando qualsiasi dispositivo elettronico custodito al loro interno. Così Giorgio Laboratore interpreta il tema scelto per l’edizione 2014 di Padiglione Italia, ovvero quello della “disfunzione mediterranea”. “Un continuo flusso di informazioni viaggia rimbalzando tra dispositivi intelligenti rendendoci sempre connessi e mai soli. Mentre lavoriamo, mentre mangiamo, addirittura mentre dormiamo nel nostro letto la gigantesca rete del network tesse i suoi invisibili e silenziosi fili che ci tracciano, ci certificano, ci assicurano un posto nel mondo (connecto ergo sum). Sarebbe bello avere una piccola botola e… Oplà! Non siamo più sulle mappe, possiamo prenderci una pausa dal resto del mondo.” Secondo i maggiori esperti di innovation strategy, le “Faraday Zone”, luoghi senza web dove poter disconnettere, saranno presto un tema all’ordine del giorno. ll progetto vuole quindi riflettere sul valore del disfunzionamento e del blackout non accidentale ma indotto, sabotando il funzionamento dei dispositivi intelligenti all’interno dell’ambiente domestico e sovvertendo le regole della comune vita odierna. La collezione è composta da tre elementi in alluminio tornito in lastra e verniciati tramite trattamento galvanico.

A set of three aluminum vases that use the Faraday cage principle (which the project takes name from) isolating every electronic device stored into them. This is how Giorgio Laboratore interprets the theme chosen for 2014 edition of Padiglione Italia, that is “the mediterranean dysfunction”.“A continuous information flow travels bouncing through smart devices, making us always connected and never alone. As we work, while we eat or while we sleep in our bed the giant network weaves its silent and invisible threads tracing us, certifying us and providing us a place in the world (connecto ergo sum). It would be nice to have a small trap door and … Hup! We are no longer on the maps, we can take a break from the rest of the world.” According to world’s leading experts on innovation strategy, the ” Faraday Zone”, web-free places where you can disconnect, will soon be a topic on the agenda. The project aims to reflect on the value of the blackout produced not accidentally, sabotaging the operation of smart devices within the domestic environment and subverting the rules of everyday life. The set is composed by three aluminum element made by metal spinning and galvanic coated.

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Giovane progettista appassionato, vive a Milano dove si occupa di product e interior design. Sin dagli anni dell’università a Palermo organizza vari progetti ed eventi stupendo il pubblico degli addetti ai lavori con il suo stile poetico e sincero. Tra i più importanti “Notturno a Palermo” di e con Philippe Daverio e “Design on the Sunny Side of the Street”, una mostra itinerante presentata nel 2006 durante il Fuorisalone. Nel 2007 si trasferisce a Barcellona per studiare all’Universitat Politècnica de Catalunya. Lì inizia a collaborare con l’artista e designer argentino Diego Fortunato sviluppando progetti di furniture e interior design. Nel 2010 torna in Italia e comincia la sua collaborazione con il Politecnico di Milano organizzando il workshop “Design e Autoproduzione” assieme alla camera di commercio di Varese. Negli anni successivi lavora con lo studio Colordesigners alla realizzazione di perfomance e allestimenti legati al colore. Nel 2013 collabora con Vittorio Venezia allo sviluppo di alcuni oggetti di merchandising per l’Istituto Italiano di Cultura a Parigi presentati nella mostra “S/Coordinato”. Attualmente lavora come designer freelance per committenti privati e aziende. In più si dedica attivamente alla ricerca collaborando come tutor con il Politecncico di Milano e l’accademia Abadir di Catania.

Young and passionate designer, lives in Milan working on product and interior design. Since his university years in Palermo organizes many projects and events, amazing the design insiders public with his poetic and sincere design. Among the most important “Notturno a Palermo” by Philippe Daverio and “Design on the Sunny Side of the Street”, a traveling exhibition presented in 2006 during Fuorisalone. In 2007 he moves to Barcelona to study at Universitat Politècnica de Catalunya. Here he begin to collaborate with the argentinian artist and designer Diego Fortunato developing furniture and interior design projects. In 2010 he comes back to Italy and starts his collaboration with Politecnico di Milano organizing the workshop “Design e Autoproduzione” with Varese chamber of commerce. In the following years he works with Colordesigners studio on exhibition and performances related to colors. In 2013 he collaborates with Vittorio Venezia developing a set of merchandising objects for Italian Culture Institute of Paris that are presented in a exhibition called “S/Coordinato”. He currently works as a freelance designer for private clients and companies. He also focuses on research working as tutor with Politecnico in Milan and Abadir Academy in Catania.

giorgiolaboratore@gmail.com | www.giorgiolaboratore.com