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NIO

“La piega o lo sdoppiamento è di per sé una memoria: la ‘memoria assoluta’ o la memoria del di fuori, al di là del breve ricordo inscritto in strati e archivi, al di là delle reliquie rimanenti nei diagrammi.” Gilles Deleuze

Lo specchio replica. Lo specchio ripropone la nostra figura in maniera perfetta e pedissequa. Lo specchio fa riconoscere noi stessi. L’immagine riflessa è quella che ci si aspetta, la figura del nostro corpo, i nostri movimenti, i nostri “ammessi cambiamenti”. Tal quali. Uno specchio disfunzionale è uno specchio che si rifiuta di imitare. È uno specchio che “reinterpreta” in maniera involontaria, distorta, automatica, destabilizzante, imprevista, controproducente. L’immagine riflessa non è più un clone statico, ma la raffigurazione dinamica di un umore, di uno stato d’animo, uno sguardo selettivo e particolare. NIO è uno specchio molle, che invita a ritrovarsi in una piega, in un drappeggio, in una membrana. Un’occasione di scoperta del proprio io psicologico e filosofico… della propria identità più che della propria scultoreità.

“The folding or doubling is itself a Memory: the ‘absolute memory’ or the memory of the outside, beyond the brief memory inscribed in strata and archives, beyond the relics remaining in the diagrams.” Gilles Deleuze

The mirror replicates. The mirror repeats our figure in a perfect and slavish way. The mirror let us recognize ourselves. The reflected image is what we would expect, the shape of our bodies, our movements, our “allowed changes.” A spitting image. A dysfunctional mirror is a mirror that refuses to imitate. It is a mirror that “reinterprets” in an involuntarily, distorted, automatic, destabilizing, unanticipated, counterproductive manner. The reflected image is no more a static clone, but a dynamic representation of a state of mind, a mood, a selective and particular glimpse. NIO is a soft mirror, which invites you to find yourself in a fold, in a drape, in a membrane. An opportunity to discover our psychological and philosophical ego… our own identity rather than of our own sculptural quality.

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“Quello che facciamo non può definirsi lavoro: è passione, fantasia, ricerca e voglia di conoscere. In un progetto di graphic, product o exhibit design, ciò che conta è la sorpresa, la gioia e il racconto che ne scaturisce.” Ivo e Alessandro, CarusoD’AngeliStudio 2010

“What we do it cannot be defined just ‘work’: it’s passion, creativity, research and will to know. In a graphic, product or exhibit design project, what we consider important is surprising, making happy, telling stories.” Ivo and Alessandro, CarusoD’AngeliStudio 2010

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