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alessandro zambelli

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LEVANTE

Vulnerabilità e difetti rendono le persone uniche e di rimando ciò accade anche con gli oggetti: ci affezioniamo alle cose per quelle disfunzioni positive che trasformano l’errore in plusvalore. Il Mare Nostrum diventa allora popolato da persone e oggetti accomunati da uno stato di “imperfetto dell’essere”, che Alessandro Zambelli, nel progetto LEVANTE, indaga attraverso le rotte dell’antropologia.

In LEVANTE, la disfunzione è infatti intesa come capacità, tipica dei popoli mediterranei, di trovare il guizzo che sa comunque adattare ciò che non è funzionale ad uno scopo, attraverso un escamotage o una piccola forzatura che porta ad una soluzione estemporanea, perfetta nella sua immediatezza. Ecco allora che la disfunzione concreta delle ciotole – oscillanti sulle loro basi – viene risolta dall’accorgimento pratico di inserire un supporto “levante”, che solleva, alza e porta una nuova stabilità ai contenitori. Disfunzionale in quanto creativo, il gesto di inserimento diventa centrale nell’oggetto: incorpora proprio la capacità latina di trovare una soluzione immediata – né unica né, tanto meno, definitiva – ad un’urgenza del vivere. La condizione di necessità comporta inoltre un’intrinseca apertura all’altro da sé per giungere al completamento: così i popoli del Mediterraneo hanno trovato la spinta a navigare – seguendo il vento del Levante – per ricercare il nuovo prima degli altri, come afferma David Abulafia nel suo libro sul Grande Mare.

E forse è per questo che PADIGLIONEITALIA espone in zona Ventura Lambrate, come un’isola latina, ancora prima che italiana, connessa e aperta al confronto nel mare del design internazionale. In LEVANTE, l’indagine antropologica si estende anche ai materiali utilizzati. Idee e miti non bastano a definire una cultura, che trae piuttosto radicamento nelle pratiche condivise, nelle ritualità del vivere quotidiano più che nelle celebrazioni di festa. La scelta del tappo in sughero come supporto alle ciotole, nasce proprio dalla consuetudine, legata a reminescenze rurali, di ricorrere a questo elemento per riparare gli oggetti di uso comune e renderli riutilizzabili. Per metonimia, il turacciolo riconduce inoltre al vino, uno dei principali simboli della cultura mediterranea, affiancato dalla ceramica delle ciotole, come quella delle anfore che conservavano la preziosa bevanda.

In Alessandro Zambelli’s “Levante” project, Mare Nostrum is a sea of people and objects. They share positive dysfunctions open to investigation by anthropology. In fact “Levante” views dysfunction as a Mediterranean flair for improvising practical solutions, for deploying the useless to good effect, for finding a way round. Bowls which wobble are a practical example of dysfunction. The problem is solved by wedging a ‘levante’ or prop underneath, restabilising the vessels. The act of propping is creatively dysfunctional. It embodies this Latin talent for finding an immediate solution to one of life’s pressing needs. Being in need entails openness to other people as a completion of oneself. This impelled the Mediterranean peoples to set sail, borne on the easterly wind from the Levante, in search of new trade, new exchanges. Perhaps this is why PADIGLIONEITALIA is exhibiting in Ventura Lambrate, like a Latin island ready to hold its own in the sea of international design. Finally, the project’s choice of a cork as its prop derives from the rural custom of using of this material to mend everyday objects. The stopper and the earthenware of the bowls are also evocative of wine, one of the most important symbols of Mediterranean culture.

Alessandro Zambelli nasce a Mantova nel 1974. Consegue il diploma di maturità tecnica e nel 1998 si specializza in “Disegno Industriale e Tecnica dei Materiali” presso la Fondazione Cova di Milano. Nel 1999 intraprende l’attività professionale collaborando con Dada Cucine e Agape, assumendo il ruolo di consulente per la ricerca di nuovi materiali e sviluppo prodotti. Nel 2002 fonda il proprio studio: “Alessandro Zambelli Industrial Design”, iniziando a distinguersi in ambito progettuale, con  aziende industriali di vari settori merceologici. Ha partecipato a mostre in Europa, Stati Uniti e Giappone.
 Numerose le realizzazioni di esposizioni e spazi commerciali. Nel 2011 vince il premio europeo di design: European Consumers Choice, con Palace e nel 2012 NYIGF Award con School Joke Chair. La sua personalità creativa s’interseca tra l’innovazione e la riflessione, evidenziando un legame con le proprie origini.In ogni progetto cerca il dialogo tra l’essenza e l’ironia.

Alessandro Zambelli was born in Mantua in 1974. He earned his school-leaving and diploma in technical studies and in 1998 he specialized in “Industrial Design and Technique of Materials” at the Cova Foundation of Milan. In 1999 he began his professional activity, collaborating with Dada Cucine and Agape, assuming the role of consultant for the search of new materials and product development. In 2002 he established his own studio: “Alessandro Zambelli Industrial Design”, and soon began to distinguish himself within the ambit of design, with industrial companies in various commodity sectors. He participated in shows in Europe, in the United States and Japan and realized many commercial exhibits and spaces. In 2011 he win the European award of design: European Consumers Choice, with Palace and in the 2012 NYIGF Award with School Joke Chair. His creative personality has intersected innovation and reflection, revealing ties with his origins. He seeks the dialogue between the essence and the irony in every project.

info@alessandrozambelli.it | www.alessandrozambelli.it