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Gio Tirotto

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WHATEVER / Chi se ne frega

“La materia 

mi portava al pensiero,

e il pensiero 

mi portava a non pensare”      

Poesia di Mario Tosini

La macchia sulla tovaglia è casualità, distrazione, agitazione, errore, spreco, fotografia di un passaggio, memoria di un incontro. La decorazione è progetto, codice, trasformazione, figura, valore aggiunto. Whatever/Chi se ne frega trasforma la macchia di vino in strumento per l’organizzazione di un nuovo processo dove cromatismo, profumo e deperimento diventano gli elementi di un nuovo codice decorativo, leggero  e percepito.

Si ringrazia Tessitura Galbiati

The stain on the tablecloth is randomness, distraction, agitation, mistake, wastefulness, the picture of a transition, the memory of an encounter. Decoration is a project, a code, a transformation, a figure, an added value. Whatever/Chi se ne frega transforms the food stain into an instrument, functional to the organization of a new process, where chromatism, aroma and deterioration become the elements of a new decorative code which is light (and understood) and perceived.

“Agisco per essere un ponte tra pensiero e messaggio, obiettivo imprescindibile del mio linguaggio artistico”.

Cura progetti di grafica, prodotto, interni, allestimento e non solo. È del 2011 l’ultima design performance “Paris Eat’s Design” che si è svolta in occasione dell’apertura del nuovo LAGO Store di Parigi. Tutto ciò che progetta nasce dall’attenzione a ciò che gli sta intorno, animato ed inanimato. Se esiste un limite tra arte e design prova a cancellarlo e cerca di disegnare tutta la complicità possibile tra uomo e oggetto. Per questo crede che la ritualità, la memoria e l’immaginazione siano spesso la funzione necessaria delle cose.


Collabora con Seletti, Lago, Modo, Rudy Rabitti.

info@giotirotto.it | www.giotirotto.it

His projects include graphic, product, interior design, exhibition fittings and more. His last performance “Paris Eat’s Design” took place in Paris during the opening of the new LAGO store, 2011. Everything he designs comes from the attention towards what’s around him, living or inanimate. If there is a limit between art and design, he tries to erase it and re-design all the existing complicity among human beings and objects. This is the reason why he believes that rituals, memory and imagination are often the essential function of things.

 “I act in order to be a bridge that connects thought and message, unavoidable goal of my artistic language”.

Collaborations: Seletti, Lago, Modo, Rudy Rabitti.