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Stefano Rigolli

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Ho Fare

Un bisogno primario, una necessità. Il rapporto tra uomo e cibo inizia dall’istinto, da una soluzione istantanea, accessibile, primitiva. Questa relazione basica può essere nel tempo rielaborata, progettata, pensata, tramutata in qualcosa di piacevole, insomma cucinata. L’energia vitale può essere quindi assorbita con immediatezza o tramite la ragione, diventando un oggetto, un artefatto. L’approccio empirico dell’indole umana al progetto, della fame di soluzioni, va da una ricerca istintiva della soddisfazione del bisogno ad un approccio ragionato del problema. “Ho Fare” tratta il tema della relazione attiva tra l’uomo ed il cibo, svelando il duplice approccio. Un cibo può essere consumato istintivamente, ma cambiando paradigma può servire per realizzare un artefatto.

A primary need, a necessity. The relationship between man and food starts by instinct, by an instant solution, accessible, primitive. This basic relationship can be reworked over time, designed, created, transformed into something pleasant, in other words cooked. The vital energy can then be absorbed immediately or through reason, becoming an object, an artifact. The empirical approach of human character to the project, to the hunger of solutions, ranges from an instinctive research of satisfaction of the need for a reasoned approach to the problem. “Ho Fare” deal with the theme of the active relationship between man and food, revealing the dual approach. A food can be consumed instinctively, but changing paradigm can be used to create an artifact.

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Nel 2011 si laurea presso la Facoltà di Design del Politecnico di Milano. Dal 2010 collabora con Danese Milano occupandosi di sviluppo prodotto nel dipartimento di light design.

Graduated at Politecnico di Milano, faculty of Industrial Design, since 2010 he’s been cooperating with Danese Milano, dealing with products development in lighting design.

stefano@stefanorigolli.com | www.stefanorigolli.com